Un recente lavoro pubblicato sulla rivista BMJ Paediatrics Open 2017 fornisce una visione completa sul ruolo e livello di formazione degli infermieri di ricerca che lavorano in ambito pediatrico in Europa

Un recente lavoro pubblicato sulla rivista BMJ Paediatrics Open 2017 fornisce una visione completa sul ruolo e livello di formazione degli infermieri di ricerca che lavorano in ambito pediatrico in Europa

L’articolo “Investigating the roles and training of paediatric research nurses working across Europe: a questionnaire-based survey”, volto a identificare le eventuali esigenze formative e confrontare i ruoli svolti dagli infermieri di ricerca in differenti specialità mediche e nazioni, è stato pubblicato dalla rivista BMJ Paediatrics Open 2017.

Gli infermieri di ricerca rappresentano figure chiave tra coloro che lavorano nell’ambito della ricerca clinica per assicurare la conduzione di studi clinici di successo. Tuttavia, ad oggi, il loro livello di formazione e i ruoli da essi ricoperti sono stati poco analizzati. A tale scopo, il network europeo per la ricerca pediatrica presso l’Agenzia Europea dei Medicamenti, Enpr-EMA (European Network of Paediatric Research at the European Medicines Agency) ha istituito un working group per analizzare, mediante un questionario on-line, eventuali mancanze e gaps nella formazione degli infermieri di ricerca tra le differenti specialità mediche e nazioni.

Il questionario, che copre 4 aree di interesse (demografia, formazione, esperienza in materia di studi clinici, e ruoli/attività degli infermieri di ricerca) è stato correttamente compilato da 341 partecipanti appartenenti a 45 diverse specialità mediche e 20 paesi europei.

Nonostante l’86% dei partecipanti ha dichiarato di essere completamente soddisfatto del livello di formazione ricevuto, il 67% vorrebbe partecipare a ulteriori corsi di formazione nelle seguenti aree: set-up e gestione di uno studio clinico, Information Technology, farmacovigilanza, inserimento dei dati nel Case Report Form (CRF), competenze di laboratorio, norme GCP (Buona Pratica Clinica). Dai risultati ottenuti emerge una chiara relazione tra la lunghezza del tempo di impiego come infermiere di ricerca e il livello di soddisfazione per la formazione ricevuta: una percentuale più alta tra coloro che svolgono questo lavoro da meno di tre anni, ha dichiarato di non essere soddisfatto (16%) rispetto a coloro che lavorano come infermieri di ricerca da 3-6 anni (8%) o da più di 6 anni (6%). Per quanto riguarda il tipo di formazione ricevuta, se istituzionale o auto-finanziata, una percentuale più alta di partecipanti in Europa continentale ha dichiarato di aver finanziato autonomamente la formazione ricevuta, con valori di 15%-20%, rispetto al 5% degli infermieri del Regno Unito e dell’Irlanda. Solo il 3% degli infermieri di ricerca ha dichiarato di aver prescritto farmaci sperimentali nell’ambito di uno studio clinico, con diversi ruoli osservati tra i paesi.

Il network TEDDY ha dato il suo contributo con 2 dei suoi membri tra gli autori della pubblicazione. Lo studio ha fornito una panoramica completa sullo stato attuale del livello di formazione degli infermieri di ricerca che lavorano in ambito pediatrico, mettendo in luce la necessità di promuovere adeguati programmi di formazione e di favorire una loro armonizzazione in tutta Europa. A questo scopo, gli autori hanno sottolineato l’importanza di promuovere la definizione di un curriculum di base dell’infermiera di ricerca pediatrica in Europa, insieme alle più rilevanti associazioni europee di infermieri, che dovrà essere adottato da tutti i paesi europei.

L’articolo è consultabile al seguente link: http://bmjpaedsopen.bmj.com/content/1/1/e000170

2017-12-16T11:06:13+00:00 25/09/2017|Categories: News|